Una vacanza da incubo può trasformarsi in miracolo?

Il peggiore incubo di qualsiasi famiglia. Partire in vacanza e nel momento di massima serenità, arriva il destino a metterti alla prova, a insegnarti che nulla potrebbe essere per sempre ma basta essere nel posto sbagliato e nel momento sbagliato per perdere tutto in un attimo

 Quello che è successo all’Hotel Rigopiano, come la tragedia del terremoto e i tragici eventi che coinvolgono le famiglie, insegnano quanto siamo fragili, sopratutto quando magari siamo in vacanza.  Partiamo con lo stato d’animo alle stelle, perché per qualche giorno non senti parlare di lavoro, bollette, e guai vari, piccoli e grandi, che affrontiamo nella quotidianità.Pensiamo che nulla potrebbe  guastarci la festa e invece, spesso è la natura stessa  che ce lo ricorda negli ultimi tempi, di quanto ci vuole poco perché tutto finisca in un attimo. Esci dall’albergo perché hai dimenticato qualcosa in macchina, sei già preoccupato, perché il maltempo sta guastando i tuoi piani e tua moglie per la tensione ti chiede, qualcosa contro il mal di testa e mentre ritorni in hotel vedi arrivare la slavina che scende enorme e irruenta e in pochi istanti travolge e ricopre distruggendolo l’hotel dove tua moglie e tuo figlio ti stanno aspettando. Chiami i soccorsi e loro per quanto intervengano tempestivamente, sono ostacolati dalla neve alta.
Quali e quante domande ti fai? Ti chiedi perché proprio a noi? che c’entriamo noi? Siamo gente che lavora e dopo mesi di risparmi e sacrifici siamo venuti qui a divertire coi bambini. Pensiamo magari a qualche film visto in tv, dove una famiglia è intrappolata da qualche parte e magari si è dispersa e ti rendi conto che non è un finzione. Intanto le famiglie di tutto il Paese sono incollate davanti ai notiziari e commentano tra di lor e si immedesima e prega che si salvino in molti. Ci sono i leoni da tastiera e da talk show, che non hanno di meglio da fare che dare la colpa allo Stato, sono tutti esperti con la vita degli altri.
Sono i momenti in cui ti guardi attorno e ti rendi conto di quanto sei privilegiato perché sei a casa al sicuro, con la tua famiglia, stai guardando la tragedia dalla televisione e la tua famiblog2_2017famglia non è là sotto, nessuno è immune da certi eventi ma sai anche che non puoi chiuderti in una cupola di vetro, che la vita è fatta per essere vissuta e apprezzata e senti che queste tragedie, ti rendono più consapevole ma non dimenticare chi ha perso tutto. Quando poi davanti al telegiornale, quando sembra che non ci siano più speranze per nessuno, arriva la notizia: Un gruppo di persone è sopravvissuto e i vigili stanno lavorando per estrarli in sicurezza. Si accende una luce, nel cuore di tutti quelli che stanno seguendo la notizia, qualcuno è salvo! Hanno risposto ai richiami dei soccorritori, dopo un giorno intero di ricerche col fiato sospeso. E riprendi a sorridere quando vedi la prima testolina, di un bimbo che potrebbe essere tuo figlio o tuo nipote. Ha paura, ha freddo ma sorride felice mentre i soccorritori lo mettono sulla barella e lo riparano dal gelo e mano a mano arrivano aggiornamenti che si rincorrono, scopri che là sotto ci sono tre famiglie, che si sono rifugiate in una zona dell’albergo che non è andata distrutta e che quelle famiglie si sono attivate, sostenute, per resistere fini all’arrivo dei soccorsi. Sai che purtroppo c’è chi non ce l’ha fatta ma il pensiero predominante è per  loro che ce l’hanno fatta, perché hanno unito le forze, perché non hanno perso il controllo e la speranza ed è come se in quel momento fossimo stati salvati tutti
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